Alzheimer: alterazioni retiniche come marcatori non invasivi per la diagnosi precoce

Lo studio della retina si conferma promettente come strumento diagnostico non invasivo nella malattia di Alzheimer (AD), grazie all’identificazione di modificazioni strutturali e vascolari correlate al declino cognitivo. Una ricerca pubblicata su Scientific Reports ha confrontato 23 pazienti con AD con 22 soggetti sani, evidenziando differenze significative nello spessore retinico e nella densità vascolare.

Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a una valutazione oftalmologica completa e a test cognitivi. I risultati hanno mostrato che i pazienti con Alzheimer presentavano un assottigliamento significativo dello spessore retinico medio maculare, in particolare nelle aree foveale e parafoveale (p < 0.05), rispetto ai controlli. Le differenze piĂą marcate si sono osservate a livello dello strato nucleare interno (Inner Nuclear Layer, INL) e dello strato nucleare esterno (Outer Nuclear Layer, ONL), mentre non sono state rilevate variazioni significative nello strato retinico esterno (Outer Retinal Layer).

Dal punto di vista vascolare, i pazienti AD mostravano una ridotta densità vascolare (VD) nel plesso vascolare profondo (deep vascular plexus, DVP) (p = 0.030) e un aumento dell’area avascolare foveale (foveal avascular zone, FAZ) (p = 0.021). Le analisi delle curve ROC (receiver operating characteristic) hanno indicato una buona capacità discriminativa di alcuni parametri retinici: lo spessore dell’ONL nel settore S2 ha raggiunto un’AUC di 0.79, mentre lo spessore maculare medio nei settori C0 e T1 ha ottenuto un’AUC di 0.76.

Infine, sono state osservate correlazioni positive tra alcuni strati retinici e la VD nei corrispondenti plessi vascolari nel gruppo AD, suggerendo un’interazione tra degenerazione neuronale e alterazioni vascolari.

Questi risultati supportano l’utilizzo di parametri retinici, come lo spessore degli strati maculari e la densità vascolare, come potenziali biomarcatori non invasivi per l’identificazione precoce della malattia di Alzheimer.

Sci Rep 15, 17287 (2025). https://doi.org/10.1038/s41598-025-02377-1

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